Cliff Of Moher, una giornata sull’orlo del precipizio!!

15 05 2013

E’ il 10 Agosto, anche oggi il cielo d’Irlanda è blu e limpido, il sole scalda l’aria e noi siamo pronti ad una nuova avventura. Oggi trascorreremo la giornata sulle Cliff Of Moher.

Le Cliffs of Moher (Aillte an Mhothair, che significa “scogliere della rovina”, in gaelico irlandese) possiedono numeri importanti: sono lunghe 8 chilometri e raggiungono un’altezza massima 214 metri di altezza. Questa famosissima meta turistica rappresenta una tappa fondamentale sia per un primo viaggio in Irlanda, sia per rivivere emozioni fortissime.

Nonostante siano un luogo altamente turistico e ben attrezzato con centro visitatori e parcheggio gestito dalla Shannon Heritage (che gestisce anche la torre O’Brien, un piccolo edificio su una parte della scogliera), ci sono numerosi sentieri non chiusi che entrano in proprietà private e che passano spesso sul precipizio, regolarmente battuti dai visitatori nonostante sia formalmente vietato. Sarà anche vietato, ma non arrivare fino a Hag’s Head (“Capo Hag”), la propaggine più meridionale delle scogliere, è un vero sacrilegio!!

Allontanandosi dalla torre O’Brien si riesce a scorgere bene anche Breanan Mór. Questo è il piccolo, se tale si può definire, sperone roccioso a punta, isolato dal resto della scogliera, probabilmente derivato dal risultato di un crollo della parete della scogliera in tempi lontani. Continuando a camminare verso sud, si percorrono sentieri a ridosso del precipizio e spesso ci siamo tenuti per mano per superare certi punti. Non nego che il senso di vertigini è molto forte, ma lo scenario che si ha davanti, compensa tutto.

Le Cliff of Moher possono essere visitate dai turisti sia in cima che per mare: in quest’ultimo caso è possibile prendere una nave turistica che parte regolarmente, Oceano permettendo, dal caratteristico porto di Doolin e naviga dal villaggio fino alla parte centrale, avvicinando le grotte e il Breanan Mor. La prossima volta in Irlanda, cercherò di vedere le Cliff dal mare, cosa che questa volta non abbiamo potuto fare.

Per arrivare al rudere che si trova a Hag’s Head, abbiamo impiegato circa 3 ore di cammino, molto tranquillo, intervallato da molte soste per fare foto e riposarci. Che soddisfazione però arrivare fino in fondo e sdraiarsi al sole su un bel prato verde ad ascoltare l’oceano infrangersi sulle pareti rocciose. Credo che questi momenti rimarranno per sempre nella nostra mente e saranno l’emblema di questa vacanza: natura incontaminata, colori fantastici, pace e relax totale e ottima compagnia. Cosa volere di più?!?!

Dopo esserci rilassati e riposati siamo ripartiti per ritornare al centro visitatori che abbiamo raggiunto con un’oretta e mezza di cammino. Il centro visitatori offre un bar, un piccolo museo e un negozio ben fornito di souvenir nella parte principale e altri negozietti nell’area limitrofa. Dopo aver mangiato qualcosa al bar, siamo ripartiti per Doolin, dove approfittando della bella giornata, io e Mattia abbiamo sfidato l’Atlantico del Nord e ci siamo fatti un bel bagno. Non avevo mai sentito un’acqua così fredda, siamo riusciti solo a tuffarci ed uscire subito ma almeno posso dire di aver fatto il bagno nella baia di Galway!! Ed è appunto Galway la nostra prossima meta, quindi di nuovo tutti in macchina per raggiungere questa nuova località e arricchire ancora il nostro bagaglio culturale

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

John Steinbeck, Viaggio con Charley, 1962





Isole Aran, dove il tempo si è fermato!

12 05 2013

E’ la mattina del 9 Agosto, ci alziamo con la paura di vedere la nebbia fitta dalle nostre finestre, nebbia che ci aveva attanagliato all’arrivo a Doolin e invece…sole stupendo. Credo sia la più bella giornata da quando siamo su questa verde isola d’Irlanda. Noi gente del sud, ci carichiamo con il sole e oggi ci sentiamo proprio carichi!!

Dopo la nostra abbondante colazione ci dirigiamo al piccolo molo di Doolin per prendere il battello per le isole. Le Isole Aran (Oileáin Árann in gaelico) sono un gruppo di tre isole situato all’imbocco della baia di Galway.

Sono in ordine di grandezza o, se si preferisce, da ovest verso est:

Inis Meáin

Inis Meáin

  • Inis Mór o Aran (Árainn)
  • Inis Meáin
  • Inis Oírr

Grazie alle doolin ferries con poco tempo e pochi soldi (25€ andata e ritorno per l’isola più lontana) si possono raggiungere le varie isole. L’ideale sarebbe visitarle tutte, ma abbiamo poco tempo e di conseguenza decidiamo di concentrarci sulla più grande delle isole,  Inis Mór. Prendiamo il battello e ci dirigiamo verso il porto del paesino di Cill Rónáin che è l’abitato principale dell’isola (270 abitanti). Lo spettacolo delle scogliere viste dal mare è impressionante, e tutto ciò non fa che aumentare in noi l’acquolina per ciò che ci aspetta.

Appena sbarcati sull’isola, ci rechiamo ad uno dei vari punti di noleggio delle biciclette, il modo più suggestivo e pratico di visitare l’isola. Le Aran sono famose per essere una roccaforte delle più vecchie tradizioni irlandesi e l’isola di Inis Mòr ci suggerisce proprio che qui il tempo si è fermato…quasi totale assenza di auto, gente sul calesse, turisti in bicicletta.

Dopo aver preso confidenza con le biciclette, iniziamo il nostro percorso che ci porterà al forte in pietra di Dún Aonghasa (Dún Aengus). Costruito sulla parte più alta e suggestiva della scogliera a picco della costa sud-occidentale dell’isola, è il forte in pietra più grande e meglio conservato delle tre isole, formato da tre muri circolari e da grossi pilastri difensivi di pietra calcarea. Dún Aengus è stato costruito durante l’Età del Bronzo e databile da ben prima del I millennio a.C.. E’ stato spesso appellato come the most magnificent barbaric monument in Europe (“il più magnifico monumento barbarico d’Europa”). Qui la cosa più incredibile, è vedere le scogliere alte 100 metri a picco sul mare, come se fossero tagliate artificialmente. Affacciarsi per vedere lo strapiombo, facendosi reggere i piedi, toglie il fiato!!

Il percorso per andare fino al forte, richiede abbastanza tempo, quindi ci prendiamo il tempo necessario per fare foto, giocare e scherzare, e poi ripartiamo alla volta del porto. Pedalare su queste viette delimitate da muri di pietre, con l’Atlantico ai lati, mi rende leggero, le ansietà non esistono, il traffico è un brutto ricordo. Il profumo del mare, la sua voce, ci rimandano a tempi ormai passati, tempi di dame e cavalieri, di fortezze e castelli…peccato che tutto venga interrotto da Flavia che ha attorcigliato la sua sciarpa nella corona del cambio della bici….Flavia non delude mai!!

Il percorso del ritorno, grazie ad un’idea di Mattia, è tutto in salita e su terreno sconnesso, siamo allo strenuo delle forze, avremmo avuto anche noi bisogno di cavalli, come gli antichi cavalieri che abitavano quei forti.

Riusciamo ad arrivare al molo giusto in tempo per prendere il battello per il ritorno, che fatica, ma ne è valsa la pena. Un salto nel passato che non dimenticheremo. Ci riposiamo ora, in attesa della conclusione della serata, il tramonto sulle Cliff of Moher!!!

La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell’antichità.

Marco Tullio CiceroneDe oratore, 55 a.e.c.

 

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Risalendo lungo la costa ovest…da Dingle a Doolin, passando per lo Shannon!

26 11 2012

E’ l’8 Agosto, la giornata è grigia e noi siamo un pò tristi, lasciare Killarney non è facile, sarebbe stato bello rimanere di più, ma la scoperta della costa ovest ci attende e ci mettiamo in viaggio. Dobbiamo fare un pò di km oggi quindi è bene partire presto così da vedere tutto con calma. Dall’Italia ci confermano che la nostra Flavietta è in partenza e che in serata potremo abbracciarla e condividere con lei tutte le nostre avventure future e raccontarle quelle passate. Questo pensiero ci rallegra molto, siamo tutti molto legati a Flavia che è una persona molto speciale e siamo sicuri che con la sua sbadataggine e il suo stare sulle nuvole, ci regalerà momenti di vero spasso! Il nostro sport preferito d’altronde è prenderla in giro!!!

Pensando a Flavia non ci siamo nemmeno accorti che tutt’intorno a noi c’è una nebbia fittissima. Come canta la Mannoia, “Il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero, ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero…” e noi speriamo sia così perchè per ora i colori non esistono e tutto sembra ovattato.

Da Killarney prendiamo la N22 per poi prendere la R561 direzione Dingle/Inch, fino ad entrare nella N86 che porta diretta a Dingle (Mappa del percorso). Anche qui ci sarebbero diverse alternative, ma noi seguiamo Chiara (la voce del TomTom!!) perchè fino ad ora non ci ha mai deluso!

Lungo la R561 si incontra un posto meraviglioso, dove ci si deve fermare per forza: la Inch Beach. Diversi km di spiaggia bianca e sabbiosa su uno strettissimo promontorio che entra nella baia di Dingle. La spiaggia è famosa per aver ospitato i set di diversi film e sopratutto come spot per praticare surf. Qui le onde sono assicurate tutto l’anno e le diverse scuole di surf, danno la possibilità di approcciarsi a questo sport o di affittare semplicemente l’attrezzatura.

Inch Beach

Inch Beach

Dopo una breve sosta sulla spiaggia, non potendo o meglio non volendo fare il bagno, visto il clima per noi autunnale, ripartiamo verso Dingle!

Dingle è uno stupendo villaggio portuale, dove abbiamo trovato lungo le stradine che vanno verso il porto, le classiche casette colorate dei vilaggi irlandesi, ottimi pub e gente simpatica e cordiale. Peccato per questa nebbia che ci ha impedito di effetturare la classica gita in barca per incontrare un personaggio illustre di Dingle, il delfino Fungi. Vista la nebbia fitta, decidiamo di concederci una visita all’acquario della cittadina, un posticino carino, dove ammirare diversi tipi di pesci, da quelli tipici della zona, fino ai pesci tropicali di vario tipo.

Questa nebbia ci sta davvero stancando e decidiamo di affogare i dispiaceri in un autentico Irish Coffe, in un pub piccolino ma molto caratteristico.

Ripartiamo da Dingle, per risalire verso nord, destinazione Doolin. Dovremmo attraversare o aggirare la foce dello Shannon, il fiume più lungo d’Irlanda. Essendo stanchi di stare in auto, decidiamo di prendere il traghetto a Tarbert, così da attraversare, grazie alla Shannon ferries, la foce di questo grande fiume, godendoci comodamente il paesaggio e l’aria fresca. Ora il cielo è stupendo, la nebbia si è alzata e il sole splende. Ma allora la Mannoia ha ragione!!!

Giunti di nuovo sulla terra ferma ripartiamo alla volta di Doolin!! (Mappa del percorso) Da Dingle abbiamo seguito la N69 fino a Tarbert e poi da li abbiamo seguito la N67 e tagliato sulla R483 per poi riprendere la N67.

Arrivati in prossimità di Doolin, la nostra amica nebbia torna a farci compagnia e la cosa ci fa paura: visitare le Aran e le Cliffs of Moher, circondati dalla nebbia sarebbe pessimo. Perderemmo tutto lo scenario e questo non ci entusiamsma. Vabbè, ad ogni giorno le sue ansietà, domani vedremo.

Intanto dobbiamo sbrigarci perchè dobbiamo cercare un B&B e io e Faby dobbiamo correre a Galway per prendere Flavia.

 Flavia è arrivata al Doolin Activity Lodge

Flavia è arrivata al Doolin Activity Lodge

Ci fermiamo a chiedere indicazioni in un posto, sicuri che sia fuori dal nostro badget e che sia già al completo, è troppo bello!! Invece scopriamo che il Dollin Activity Lodge ha 3 camere libere per 2 sere e il costo è di 30€ a persona Full Irish Breakfast compresa, proprio il nostro badget medio!! Scarichiamo tutto e parto alla volta di Galway. Dovrò rifare questa strada tra 2 giorni, proprio per andare a Galway. Sono 80 km di curve e paesaggio mozzafiato, ma ora devo solo correre e non soffermarmi. In auto siamo solo io e Faby e posso dare sfogo al Crutchlow che c’è in me!!!

Flavia è arrivata, ora è con noi! E’ valsa la pena fare 160 km di stradine tortuose e saltare cena e birra. Per un’amico\a si fa ben altro e sono sicurissimo che lei avrebbe fatto lo stesso per tutti noi, è per questo che la amiamo tutti!! Speriamo ci regali diverse Flaviate delle sue in questi giorni! Domani si va sulle isole Aran, è meglio andare a riposare ora!!

La prova dell’amicizia è un aiuto nell’avversità e in più, un aiuto senza riserve.

Mahatma Gandhi





Ammaliati dal Ring of Kerry!

24 11 2012

E’ la mattina del 7 Agosto e dopo la solita Full Irish Breakfast partiamo alla volta del famosissimo Ring of Kerry: un’anello creato dalla N70 che segue tutta la costa della penisola di Iveragh, partendo e arrivando a Killarney (Mappa del percorso).

Questo anello  o Ring è famoso per i paesaggi mozzafiato che regala agli esploratori, per la bellezza e varietà delle coste. Viene consigliato di percorrere l’anello in orario, per poter scoprire in modo graduale i vari paesaggi. Il paesaggio è a dir poco stupendo, siamo costratti a fermarci ogni curva per poter fare foto e goderci lo spettacolo delle coste frastagliate. L’inizio della mattinata, meteorologicamente parlando non è un gran che, c’è nebbia, tanta nebbia, troppa nebbia! Fortunatamente come ci avviciniamo di più alla costa, la nebbia e le nuvole si alzano un pochino, rendendo ancora più suggestivo il paesaggio.

Il caro nonnino del B&B ci suggerisce di recarci anche a Valetia Island, per poter ammirare altri paesaggi strabilianti, ed è proprio quello che facciamo. Partiamo da Killarney e percorrendo la N70, arriviamo fino a Portmagee, dove un ponte collega il ring all’isola. Per arrivare sull’isola potremmo prendere anche un piccolo traghetto a Reenard Point, dove la Valentia ferry effettua continue traversate. (Percorso alternativo usando il traghetto) In effetti questa del traghetto è la soluzione migliore, peccato che noi ci siamo accorti della possibilità di utilizzare la nave solo arrivati al porto dell’isola, passando per il ponte di Portmagee. Abbiamo fatto più strada, però il paesaggio ci ha regalato emozioni forti e non possiamo lamentarci.

Giunti sull’isola, visitiamo il porto della cittadina più grande, Knightstown e poi saliamo sul punto più alto, la Geokaun Mountain per poter ammirare il paesaggio delle Fogher Cliffs. Qui è stato realizzato un bel balcone panoramico per poter godere di una vista davvero speciale.

Lasciamo Valentia Island per poter continuare il nostro tour nel Ring of Kerry, dirigendoci verso Kenmare sempre sulla N70. Costeggiamo delle spiagge stupende e solo il clima indulgente ci ferma dal fare un bel bagno nell’oceano. Dopo una breve sosta a Kenmare e una breve passeggiata per riprendere fiato dopo i tanti km percorsi e le infinite curve affrontate, risaliamo in auto e iniziamo a tornare verso Killarney. Il paesaggio che ci si presenta davanti ci coglie di sorpresa, non ci aspettavamo qualcosa di così bello e suggestivo come il Killarney National Park. Solo questo parco merita giornate di escursioni via terra e via lago. Il nostro prossimo viaggio in Irlanda spero possa colmare questa lacuna che ci stiamo lasciando alle spalle. Abbiamo giusto il tempo di fermarci presso un’antica chiesa proprio a ridosso di alcune cascate e poi una breve sosta sul lago per poter verificare personalmente quanto siano ghiacciate le sue acque. Che  peccato non poter rimanere altro tempo qui, Killarney, il suo parco e la sua gente hanno lasciato il segno nel nostro cuore. Siamo stanchissimi e stiamo odiando l’auto per i tantissimi km percorsi in questi 2 giorni, però ci sentiamo ricchi dentro per avevr avuto il privilegio di ammirare questi posti incantevoli.

Qui la gente è semplice, anche perchè non serve innalzarsi, la grandezza dell’Irlanda è sotto gli occhi di tutti!  Lo spirito Irlandese ci sta contaggiando, tutto sembra meno difficoltoso e le preoccupazioni meno angoscianti. Non ci preoccupiamo, proprio come dice un detto Irlandese:

Ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare:
o stai bene o stai male.
Se stai bene non ti devi preoccupare.
Ma se stai male,
ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare:
o guarisci o muori.
Se guarisci non ti devi preoccupare.
Ma se muori,
ci sono solo due cose di cui ti devi preoccupare:
o vai in paradiso o vai all’inferno.
Se vai in paradiso non ti devi preoccupare.
Ma se vai all’inferno,
ti ritrovi tanto preso a salutare gli amici
che non hai neanche il tempo di preoccuparti.
Non ti preoccupare.

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Verso il sud più estremo…Mizen Head

15 11 2012

Ci lasciamo alle spalle la bella e umida Cork, per dirigerci verso il punto più sud-occidentale e meridionale dell’isola d’Irlanda:  Mizen Head. Situato nella contea di Cork, questo promontorio scoglioso, ospita una stazione metereologica, un faro e un segnalatore radio per le imbarcazioni.

Non è stato facile arrivare qui, o meglio, logisticamente è stato semplicissimo, da Cork abbiamo seguito la N71 fino  a Ballydehop dove abbiamo preso la R592 e abbiamo seguito le indicazioni che si trovano sulla strada. (Mappa del percorso) Cmq potrebbe essere buono anche seguire la N22 per poi reimmettersi sulla N71, ma abbiamo preferito rimanere sulla costa godendoci il paesaggio costiero!  Non è stato facile superare i 130 km di stradine strette e tortuose, sopratutto per i miei poveri amici che non guidavano!! Chiedo scusa ancora a Valentina che non adora stare troppo tempo in auto e purtroppo ha dovuto subire questa tappa. La cosa positiva è che questa terra meravigliosa offre un’infinità di motivi per fermarsi a fare foto,  ammirare il paesaggio e sopratutto sgranchirsi le gambe, quindi non sono mancate le soste!!

Lo sforzo fatto  è stato ampiamente ripagato dal paesaggio mozzafiato delle scogliere  e dalla bellissima giornata di sole che abbiamo ricevuto in dono. Credo di non aver mai visto un blu così intenso come il colore del mare raggiunto dai raggi del sole. Certo non è il sole d’Agosto a cui siamo abituati, ma la temperatura è diventata subito piacevole, permettendoci di abbandonare maglioncini e sciarpette e concederci addirittura le t-shirt!!

Il vecchio faro ospita un grazioso museo visitabile percorrendo una stradina tortuosa e suggestiva che porta, tramite 99 scalini, su un promontorio a strabiombo sulla scogliera, dove poter ammirare una vista mozzafiato. Per arrivare al faro bisogna superare un fantastico ponte in cemento armato, che è stato di recente ristrutturato, riaprendo al pubblico il giorno di San Patrizio, il 17 marzo 2011.

Il ponte supera una gola del mare ed è stato realizzato a più di 45m di altezza. Collega la terraferma a Cloghan Island e il suo scopo è quello di fornire l’accesso al faro per gli addetti alle luci e alle trasmissioni radio, di supporto alle navi in navigazione nella zona.  Il ponte originale con una campata di 52 metri, è stato completato nel 1909. Dopo 100 anni, si è proceduti alla ristrutturazione, il nuovo ponte è una replica della passerella originale, più larga di 7 cm.

Dopo la bellissima passeggiata verso il faro e il museo, ci siamo fermati alla piccola tavola calda del complesso turistico,  dove ho mangiato uno squisito sandwich al salmone!!! Anche le torte e gli altri panini erano ottimi, come del resto tuto quello che abbiamo mangiato fino ad ora!!

Iniziamo a scoprire i meravigliosi paesaggi costieri di questa terra generosa e ospitale e la rivelazione è fantastica. Il nostro cuore è sempre più catturato, l’Irlanda ci sta facendo innamorare sempre più.

Ora però è giunto il momento di risalire salla nostra navicella e partire alla volta del magico Ring of Kerry. Prossima destinazione Killarney.

Vi starete domandando di Flavia, avevo detto che sarebbe arrivata in questi giorni.  Dovrebbe partire domani, se trova il volo, o al max tra 2 giorni. Credo che riesca a raggiungerci proprio in tempo per visitare le Cliff of Moher, vedremo!!! Intanto ci godiamo la compagnia reciproca del gruppo originale, che unita alla bellezza di questi posti, sta trasformando questo viaggio in un’esperienza meravigliosa.

Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure non lo troveremo.

Ralph Waldo Emerson

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Addio Kilkenny…eccoci Cashel!

4 10 2012

A malincuore lasciamo Kilkenny e la sua magia medievale, ma il viaggio deve proseguire e la nostra sete di scoperta deve essere placata. Risaliamo a bordo della nostra macchinina, sempre più sporca di patatine e cioccolata, e dopo aver parlato con Chiara (la voce del Tom Tom) partiamo alla volta di Cashel, seguendo prima la R693 e poi l’autostrada M8. (Mappa del percorso in auto)

Cashel è un piccolo centro del South Tipperary, molto bello e caratteristico per la sua piazzetta e l’architettura celtica.Abbiamo deciso di fare tappa qui per poter ammirare la sua famosissima rocca, molto suggestiva e spettacolare.

Le mura poderose inglobano una torre rotonda, un’abbazia oggi priva delle strutture di copertura, le rovine della sede arcivescovile, edificata sopra ad insediamenti notevolmente più antichi. Al centro del complesso giace un’estesa cattedrale gotica, ancora solo parzialmente coperta dalle sue volte.

E’ stato stupendo passeggiare nei prati intorno la rocca, per poterne così godere appieno l’architettura e lasciarci colpire dell’imponenza della struttura.

Oggi l’Irlanda ci sta facendo conoscere il suo clima classico, che ci costringe ad usare ombrelli, giubottini e sciarpette…e pensare che siamo al 5 di Agosto!! Chissa come staranno meglio a Roma, a 40°C nel traffico e con lo smog!! Qui le parole traffico e smog non sanno nemmeno che esistano. Più ci addentriamo nell’entroterra Irlandese più capiamo che quella che abbiamo visto a Dublino non è la vera Irlanda, ma la sua versione cosmopolita e modernizzata. Qui tra le campagne il tempo sembra essersi fermato e le persone conservano ancora la genuinità che purtroppo oggi sembra vada perdendosi nelle nostre città.

Dopo una breve visita alla rocca, ripartiamo alla volta di un’altro castello, Cahir!

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.

 Bruce Chatwin

 





Rotolando verso Sud…Hook Head…

1 10 2012

E’ la mattina del 4 Agosto e dopo una colazione da dinosauri ( a breve vi spiegherò la nostra dieta Irlandese!!) saliamo in macchina alla volta del sud per ammirare il più antico faro d’Europa…l’Hook Head. Abbiamo preso la M9 direzione Waterford  per poi passare attraverso New Ross e da qui con la R733  abbiamo proseguito verso sud fino a trovare le indicazioni(chiare e numerose) che portano al faro. (Mappa del percorso in auto)

La giornata è tipicamente Irlandese, pioggerellina fine alternata a sole  e nuvole. Arrivati in vista del mare, comprendiamo appieno le parola dei Modena City Ramblers…”Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.” Il paesaggio è fantastico, ma il meglio deve ancora arrivare! La costa è molto frastagliata e le varie insenature regalano scorci o “squarci” per usare le parole di Mattia, davvero fantastici. Ogni angolo sembra una cartolina e le soste iniziano a diventare sempre più numerose. Lungo la strada ci fermiamo ad ammirare chiesette diroccate con i classici cimiteri celtici, molto suggestivi. Il profumo del mare è intenso, l’aria frizzante, il blue del mare profondo, il sole ci scalda leggermente…i nostri sensi iniziano a godere!!

Il faro di Hook Head, è il più antico, intatto ed operante faro d’Europa. Si racconta che dal V secolo, qui i monaci accendessero un fuoco di segnalazione e che i primi invasori vichinghi apprezzarono così tanto la luce guida che decisero di non attaccare i monaci in segno di ringraziamento. E’ possibile fare un piccolo tour del faro e delle nuove strutture, così da ammirare uno scenario mozzafiato da sopra la terrazza della lanterna. Il costo va dai 6€ per gli adulti, scendendo a 3,5€ per i bimbi e 4€ per gli studenti.  Merita veramente di essere fatto, anche perchè avrete modo di conoscere gli attuali ragazzi che manutengono e curano il faro.

Dal faro siamo ripartiti in direzione Kilkenny…

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. 

Charles Baudelaire








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