Cliff Of Moher, una giornata sull’orlo del precipizio!!

15 05 2013

E’ il 10 Agosto, anche oggi il cielo d’Irlanda è blu e limpido, il sole scalda l’aria e noi siamo pronti ad una nuova avventura. Oggi trascorreremo la giornata sulle Cliff Of Moher.

Le Cliffs of Moher (Aillte an Mhothair, che significa “scogliere della rovina”, in gaelico irlandese) possiedono numeri importanti: sono lunghe 8 chilometri e raggiungono un’altezza massima 214 metri di altezza. Questa famosissima meta turistica rappresenta una tappa fondamentale sia per un primo viaggio in Irlanda, sia per rivivere emozioni fortissime.

Nonostante siano un luogo altamente turistico e ben attrezzato con centro visitatori e parcheggio gestito dalla Shannon Heritage (che gestisce anche la torre O’Brien, un piccolo edificio su una parte della scogliera), ci sono numerosi sentieri non chiusi che entrano in proprietà private e che passano spesso sul precipizio, regolarmente battuti dai visitatori nonostante sia formalmente vietato. Sarà anche vietato, ma non arrivare fino a Hag’s Head (“Capo Hag”), la propaggine più meridionale delle scogliere, è un vero sacrilegio!!

Allontanandosi dalla torre O’Brien si riesce a scorgere bene anche Breanan Mór. Questo è il piccolo, se tale si può definire, sperone roccioso a punta, isolato dal resto della scogliera, probabilmente derivato dal risultato di un crollo della parete della scogliera in tempi lontani. Continuando a camminare verso sud, si percorrono sentieri a ridosso del precipizio e spesso ci siamo tenuti per mano per superare certi punti. Non nego che il senso di vertigini è molto forte, ma lo scenario che si ha davanti, compensa tutto.

Le Cliff of Moher possono essere visitate dai turisti sia in cima che per mare: in quest’ultimo caso è possibile prendere una nave turistica che parte regolarmente, Oceano permettendo, dal caratteristico porto di Doolin e naviga dal villaggio fino alla parte centrale, avvicinando le grotte e il Breanan Mor. La prossima volta in Irlanda, cercherò di vedere le Cliff dal mare, cosa che questa volta non abbiamo potuto fare.

Per arrivare al rudere che si trova a Hag’s Head, abbiamo impiegato circa 3 ore di cammino, molto tranquillo, intervallato da molte soste per fare foto e riposarci. Che soddisfazione però arrivare fino in fondo e sdraiarsi al sole su un bel prato verde ad ascoltare l’oceano infrangersi sulle pareti rocciose. Credo che questi momenti rimarranno per sempre nella nostra mente e saranno l’emblema di questa vacanza: natura incontaminata, colori fantastici, pace e relax totale e ottima compagnia. Cosa volere di più?!?!

Dopo esserci rilassati e riposati siamo ripartiti per ritornare al centro visitatori che abbiamo raggiunto con un’oretta e mezza di cammino. Il centro visitatori offre un bar, un piccolo museo e un negozio ben fornito di souvenir nella parte principale e altri negozietti nell’area limitrofa. Dopo aver mangiato qualcosa al bar, siamo ripartiti per Doolin, dove approfittando della bella giornata, io e Mattia abbiamo sfidato l’Atlantico del Nord e ci siamo fatti un bel bagno. Non avevo mai sentito un’acqua così fredda, siamo riusciti solo a tuffarci ed uscire subito ma almeno posso dire di aver fatto il bagno nella baia di Galway!! Ed è appunto Galway la nostra prossima meta, quindi di nuovo tutti in macchina per raggiungere questa nuova località e arricchire ancora il nostro bagaglio culturale

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

John Steinbeck, Viaggio con Charley, 1962





Tramonto alle Cliff of Moher…pura magia!

13 05 2013

Appena sbarcati sul molo di Doolin, iniziamo a ripensare al nostro programma giornaliero: ci siamo ripromessi di andare a vedere il tramonto dalle Cliff of Moher, ma siamo veramente esausti. Il tramonto ci sarà verso le 21 o poco più tardi, quindi l’idea di dovre attendere ancora per la cena e una bella doccia, non ci entusiasma. D’altra parte questa è una giornata di sole e cielo limpido, cosa non comune da queste parti, quindi non vorremmo perdere l’occasione di vedere un tramonto sul mare. Ci facciamo forza e ci dirigiamo sulle scogliere.

Faby, Flavia e Roberta

Faby, Flavia e Roberta

La visita al sito e la passeggiata la faremo domani in mattinata, quindi parleremo bene delle Cliff in un’altro post. Dal molo, risalendo su Fisher Street, poco dopo il fantastico O’Connor’s Pub di cui parleremo dopo, si arriva sulla R459. Girando a sinistra si arriva al Doolin Activity Lodge, il nostro “campo base”. Invece andando verso destra si sale fino ad incrociare la R478. Non ci si può sbagliare, è una strada più grande delle altre stradine di Doolin, quindi facilmente individuabile!! Girando a destra sulla R478 si arriva alle Cliff Of Moher. In totale, dal molo al parcheggio delle cliff, sono 6-7 km. (Mappa del percorso) Di giorno il parcheggio delle Cliff è aperto ed è a pagamento, ma costa pochi euro. Considerando che è l’unica cosa che si paga per vedere questo posto spettacolare, godere delle balconate, dei sentieri e della struttura ricettiva addiacente, credo sia doveroso, contribuire pagando il parcheggio. La sera, o meglio al tramonto, il parcheggio è chiuso, quindi abbiamo lasciato la macchina lungo la strada in modo che non desse fastidio (ci sono delle piazzole per sostare) e ci siamo diretti alle balconate.

Ora vorrei solo provare a descrivervi lo spettacolo che ci si presenta di fronte. Credo di non aver mai visto nulla di simile, non avevo mai visto dei colori così intensi, profondi, pieni. Non avevo mai visto un verde così bello e intenso sfumare in una tonalità più calda e sobria a mano a mano che la luce del sole diminuisce e diventa meno diretta. Non avevo mai visto un cielo con tante sfumature di rosso, arancio e viola. Da un lato le scogliere marroni e verdi, dall’altra il cielo che dal giallo-arancio va al celeste rendendo lilla le poche nuvole che sembrano messe lì ad arte  da un pittore, nel mezzo un mare blu, intenso, sereno . Gli amici, a fare da cornice a questo spettacolo che lascia senza fiato, sono tutti a bocca aperta e le loro facce sono dello stesso colore del tramonto.

E’ stata un’esperienza indimenticabile!! Siamo stati premiati dalla grande Irlanda per la nostra voglia di scoprire e viaggiare anche sotto la pioggia e con la nebbia. L’Irlanda ci ha donato uno scenario che rimarrà per sempre nei nostri occhi e nel nostro cuore. Godetevi le foto, valgono molto più di quello che potrei dire..

Quando guardo un tramonto e mi emoziono, non mi domando a che velocità gira la Terra o a che distanza è il Sole o quanto sono grandi. Amo quel momento. Punto. Non c’è da capire c’è d’amare.

Fabio Volo, E’ una vita che ti aspetto





Isole Aran, dove il tempo si è fermato!

12 05 2013

E’ la mattina del 9 Agosto, ci alziamo con la paura di vedere la nebbia fitta dalle nostre finestre, nebbia che ci aveva attanagliato all’arrivo a Doolin e invece…sole stupendo. Credo sia la più bella giornata da quando siamo su questa verde isola d’Irlanda. Noi gente del sud, ci carichiamo con il sole e oggi ci sentiamo proprio carichi!!

Dopo la nostra abbondante colazione ci dirigiamo al piccolo molo di Doolin per prendere il battello per le isole. Le Isole Aran (Oileáin Árann in gaelico) sono un gruppo di tre isole situato all’imbocco della baia di Galway.

Sono in ordine di grandezza o, se si preferisce, da ovest verso est:

Inis Meáin

Inis Meáin

  • Inis Mór o Aran (Árainn)
  • Inis Meáin
  • Inis Oírr

Grazie alle doolin ferries con poco tempo e pochi soldi (25€ andata e ritorno per l’isola più lontana) si possono raggiungere le varie isole. L’ideale sarebbe visitarle tutte, ma abbiamo poco tempo e di conseguenza decidiamo di concentrarci sulla più grande delle isole,  Inis Mór. Prendiamo il battello e ci dirigiamo verso il porto del paesino di Cill Rónáin che è l’abitato principale dell’isola (270 abitanti). Lo spettacolo delle scogliere viste dal mare è impressionante, e tutto ciò non fa che aumentare in noi l’acquolina per ciò che ci aspetta.

Appena sbarcati sull’isola, ci rechiamo ad uno dei vari punti di noleggio delle biciclette, il modo più suggestivo e pratico di visitare l’isola. Le Aran sono famose per essere una roccaforte delle più vecchie tradizioni irlandesi e l’isola di Inis Mòr ci suggerisce proprio che qui il tempo si è fermato…quasi totale assenza di auto, gente sul calesse, turisti in bicicletta.

Dopo aver preso confidenza con le biciclette, iniziamo il nostro percorso che ci porterà al forte in pietra di Dún Aonghasa (Dún Aengus). Costruito sulla parte più alta e suggestiva della scogliera a picco della costa sud-occidentale dell’isola, è il forte in pietra più grande e meglio conservato delle tre isole, formato da tre muri circolari e da grossi pilastri difensivi di pietra calcarea. Dún Aengus è stato costruito durante l’Età del Bronzo e databile da ben prima del I millennio a.C.. E’ stato spesso appellato come the most magnificent barbaric monument in Europe (“il più magnifico monumento barbarico d’Europa”). Qui la cosa più incredibile, è vedere le scogliere alte 100 metri a picco sul mare, come se fossero tagliate artificialmente. Affacciarsi per vedere lo strapiombo, facendosi reggere i piedi, toglie il fiato!!

Il percorso per andare fino al forte, richiede abbastanza tempo, quindi ci prendiamo il tempo necessario per fare foto, giocare e scherzare, e poi ripartiamo alla volta del porto. Pedalare su queste viette delimitate da muri di pietre, con l’Atlantico ai lati, mi rende leggero, le ansietà non esistono, il traffico è un brutto ricordo. Il profumo del mare, la sua voce, ci rimandano a tempi ormai passati, tempi di dame e cavalieri, di fortezze e castelli…peccato che tutto venga interrotto da Flavia che ha attorcigliato la sua sciarpa nella corona del cambio della bici….Flavia non delude mai!!

Il percorso del ritorno, grazie ad un’idea di Mattia, è tutto in salita e su terreno sconnesso, siamo allo strenuo delle forze, avremmo avuto anche noi bisogno di cavalli, come gli antichi cavalieri che abitavano quei forti.

Riusciamo ad arrivare al molo giusto in tempo per prendere il battello per il ritorno, che fatica, ma ne è valsa la pena. Un salto nel passato che non dimenticheremo. Ci riposiamo ora, in attesa della conclusione della serata, il tramonto sulle Cliff of Moher!!!

La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell’antichità.

Marco Tullio CiceroneDe oratore, 55 a.e.c.

 

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