Ancora verso il mare…Cork!

10 10 2012

Ripartiamo dal castello di Cahir, per concludere il percorso di oggi che da Kilkenny, ci porta fino a Cork.

Riprendiamo l’autostrada M8 e continuiamo in direzione sud, verso Cork. Poco prima di arrivare alla fine dell’autostrada, troviamo un casello per pagare il pedaggio: si, proprio così, è la prima volta che ne incontriamo uno. Fino ad ora non abbiamo mai dovuto pagare nulla. Sulle autostrade Irlandesi, non ci sono i caselli ad ogni uscita, ma soltanto in prossimità di alcune grandi città, troviamo delle barriere dove pagare quei pochi euro richiesti. Siamo proprio lontani dall’Italia….!!  (Mappa percorso in auto)

Arriviamo comodamente a Cork seguendo la N8 e il primo impatto non è dei migliori.  Cork è una città portuale e la prima cosa che vediamo è appunto la zona del porto, che per definizione è un pochino squallida. Se a questo aggiungiamo che grazie al Summer Bank Holiday, festa del primo Lunedì di Agosto, la maggioranza dei B&B sono occupati, capirete che l’inizio del soggiorno a Cork, non è dei migliori.

Abbiamo trovato sistemazione presso l’Handlebars B&B all’ 86 Lower Glanmire Road. Sinceramente se non fosse stato per l’estenuante ricerca di un B&B libero che ormai perdura da un’ora, non avremmo mai alloggiato qui. Non è brutto come B&B, ma non è certo nemmeno paragonabile a quelli che abbiamo incontrato fino ad ora e che incontreremo!! Inoltre essendo una struttura vecchia e molto vicina al fiume, l’umidità nelle stanze è notevole, i bagni sembrano quelli della rivoluzione industriale e in alcune stanze c’è puzza di fumo, visto che la proprietaria è un’accanita fumatrice.

Superati i problemi logistici, ci mettiamo in cammino verso il centro di Cork, che ci sorprende e ci consola, dopo l’inizio un pò traumatico.

Il nome della città deriva dalla parola gaelica Corcaigh  che letteralmente significa “palude”; la città sorge infatti alle foci del fiume Lee che al centro, scorrendo in due canali, forma un’isola che è in pratica il centro nevralgico della città.

A Cork ci sono due cattedrali: la St. Mary’s Cathedral e la St. Finbarre’s Cathedral, entrambe molto belle.

Il centro storico di Cork è delimitato da tre vie principali, St. Patrick Street, la via più affollata della città, con i negozi alla moda, Oliver Plunkett, ricca di negozi tradizionali e pub e il South  Mall, dove risiedono i centri finanziari della città. Ci siamo addentrati in questo reticolo di vicoli medievali a piedi per scoprire i piccoli angoli suggestivi e i locali più interessanti. Ci ha colpito particolarmente  il quartiere francese che si sviluppa intorno a Paul Street ricco di caffè, ristoranti e vie pedonali.

Ci sarebbe piaciuto visitare l’English Market, una vera e propria istituzione della raffinata gastronomia locale. Questi edificio settecentesco ospita un favoloso mercato coperto, dove poter degustare diversi prodotti tipici…purtroppo però il Summer Bank Holiday ci perseguita.

Sono presenti in città anche due aziende produttrici di birra: la Beamish e la Murphy’s. Entrambe le birre sono stout scure, anche se nel nostro paese spesso troviamo una versione internazionale “red”. Proprio davanti allo stabilimento della Beamish, si trova un pub molto famoso e caratterisitco, il An Spailpin Farnac (29 S. Main Street) dove abbiamo gustato un’ottima birra. Dopo aver provato queste due prelibatezze, ci rendiamo conto che la Guinness e soltanto la più diffusa, non la più buona!!!

Proprio qui ci arriva la notizia che il gruppo di avventurieri in terra gaelica potrebbe ingrandirsi…forse arriva Flavia, la mia dolce cognatina!! Certo, dovremmo  stringerci un pochino, ma siamo tutti felici. Il viaggio prosegue, domani ci lasceremo alle spalle la città per iniziare l’esplorazione della parte più selvaggia e paesaggistica dell’Irlanda.

Domani ci aspettano ben 130 km di stradine strettissime e tortuose fino alla prima tappa, e altri 100 km per arrivare a Killarney. Avremo molto tempo per parlare, ridere e incoraggiarci di fronte alle ansietà che ci inseguono anche qui…

Un compagno allegro è una carrozza in un viaggio a piedi.

Johann Wolfgang Goethe

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2 responses

6 11 2012
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7 11 2012
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